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  • New Horizons – Plutone

New Horizons è una sonda spaziale sviluppata dalla NASA per l’esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte. Il lancio è avvenuto il 19 gennaio 2006 dalla base di Cape Canaveral e il sorvolo di Plutone ha avuto luogo il 14 luglio del 2015. Con una velocità di 58 536 km/h (circa 16,26 km/s), raggiunta allo spegnimento del terzo stadio, è l’oggetto artificiale che ha raggiunto la velocità maggiore nel lasciare la Terra. Ha raggiunto Plutone il 14 luglio 2015 alle 13:49:57 ora italiana. La missione prevede che la sonda continui il viaggio nella fascia di Kuiper per inviare dati sulla fascia alla Terra. L’obiettivo primario è studiare la geologia e la morfologia del pianeta nano Plutone e del suo satellite Caronte, creare una mappa della superficie dei due corpi celesti e analizzarne l’atmosfera. Altri obiettivi sono lo studio dell’atmosfera dei due corpi celesti al variare del tempo, l’analisi ad alta risoluzione di alcune zone di Plutone e Caronte, l’analisi della ionosfera e delle particelle cariche, la ricerca di atmosfera attorno a Caronte, lo studio dei quattro satelliti minori Stige, Notte, Cerbero e Idra, la ricerca di eventuali satelliti o anelli sconosciuti e possibilmente l’analisi di un ulteriore oggetto della fascia di Kuiper. La sonda contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l’astronomo che nel 1930 scoprì Plutone, un cd-rom con i nomi di 434 000 persone che si sono iscritte al progetto, due monete, due bandiere degli Stati Uniti e un francobollo del 1991 che recita: «Plutone: non ancora esplorato»

 

  • Juno – Giove

Juno è una missione della NASA che studierà il campo magnetico di Giove attraverso una sonda che manterrà una orbita polare. È stata lanciata il 5 agosto 2011 a bordo di un razzo Atlas V dalla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida.[1] Il 5 luglio 2016 è arrivata a destinazione ed è previsto che concluda la sua missione nel febbraio 2018. Juno è stata sviluppata nell’ambito del Programma New Frontiers, che prevede la realizzazione di missioni spaziali altamente specializzate e a medio costo (non superiore a 700 milioni di dollari). Gli obiettivi principali sono: capire le proprietà strutturali e la dinamica generale del pianeta attraverso la misurazione della massa e delle dimensioni del nucleo, dei campi gravitazionale e magnetico; misurare la composizione dell’atmosfera gioviana (in particolare le quantità di gas condensabili come H2O, NH3, CH4 e H2S), il profilo termico, il profilo di velocità dei venti e l’opacità delle nubi a profondità maggiori di quelle raggiunte dalla sonda Galileo; investigare sulla struttura tridimensionale della magnetosfera dei poli. Si tratta della prima missione diretta su Giove a usare pannelli solari invece di generatori termoelettrici a radioisotopi. 

 

  • Curiosity – Marte

Curiosity è un rover progettato per esplorare il cratere Gale su Marte, come parte della NASA’s Mars Science Laboratory missione (MSL). Curiosity è stata lanciata da Cape Canaveral il 26 novembre 2011 alle 15:02 UTC a bordo della navicella MSL e atterrata su Aeolis Palus in Gale Crater su Marte il 6 agosto 2012 alle 05:17 UTC. Il sito di Bradbury Landing era a meno di 2,4 km dal centro dell’obiettivo touchdown del rover dopo un viaggio di 560 milioni di km. Gli obiettivi del rover includono un’indagine sul clima e la geologia marziana; valutazione del fatto che il campo selezionato all’interno del Gale Crater abbia mai offerto condizioni ambientali favorevoli alla vita microbica , compresa la ricerca del ruolo dell’acqua ; e studi di abitabilità planetaria in preparazione per l’esplorazione umana.  Nel dicembre 2012, la missione biennale di Curiosity è stata estesa a tempo indeterminato. Il 5 agosto 2017, la NASA ha celebrato il quinto anniversario dello sbarco dei vagabondi Curiosity e dei relativi risultati esplorativi sul pianeta Marte . Il design di Curiosity fungerà da base per il rover di Mars 2020 pianificato . A partire dal 5 giugno 2018, Curiosity è stata su Marte per 2073 sol (2129 giorni totali ) dallo sbarco il 6 agosto 2012.

 

  • Cassini Huygens – Saturno

Cassini–Huygens è stata una missione robotica interplanetaria congiunta NASA/ESA/ASI, lanciata il 15 ottobre 1997 con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli. La sonda si componeva di due elementi: l’orbiter Cassini della NASA e il lander Huygens dell’ESA. La sonda ha concluso la sua missione con il suo “gran finale” il 15 settembre 2017 dopo che, come programmato, è stata fatta rientrare nell’atmosfera di Saturno e così disintegrata. La sonda è andata distrutta circa alle 10:31 UTC e l’ultimo segnale è stato ricevuto alle 11:55 UTC. Cassini è stata la prima sonda ad essere entrata nell’orbita di Saturno, il 1º luglio 2004 (ore 04:12 GMT), e solo la quarta ad averlo visitato (prima della Cassini erano già passate la Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2 . Il 25 dicembre 2004 la sonda Huygens si è separata dalla nave madre e si è diretta verso la principale luna di Saturno, Titano. Il 14 gennaio 2005 Huygens è scesa nell’atmosfera del satellite e durante la corsa ha raccolto dati sull’atmosfera, immagini della superficie, rumori dall’ambiente circostante. Ha toccato il suolo dopo una discesa di 2 h e 30 m ed ha poi continuato a trasmettere il suo segnale per altri 90 minuti. L’orbiter Cassini prende il nome dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli. Il lander Huygens prende il nome dall’astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens che, utilizzando il proprio telescopio, scoprì Titano.

 

  • Voyager II – Nettuno

L’esplorazione di Nettuno è resa difficoltosa dalle grandi distanze che separano il pianeta dalla Terra e dal Sole. Ogni missione deve essere dotata di un sistema di alimentazione in grado di fornire energia alla sonda senza la possibilità di conversione dell’energia solare attraverso l’uso di pannelli fotovoltaici. Attualmente, l’unica fonte praticabile di energia è un generatore termoelettrico a radioisotopi. Ciò determina alcuni problemi che sono stati già riscostrati nello sviluppo di missioni verso il sistema solare esterno:

  • il quantitativo di plutonio, l’elemento radioattivo utilizzato nel generatore, destinato a scopi scientifici è limitato e ogni missione diretta verso Nettuno si trova a competere con altre missioni dirette verso i pianeti esterni per il suo utilizzo;
  • il lancio di sonde dotate di materiale radioattivo è osteggiato sia da numerosi gruppi ambientalisti, sia da alcuni governi (principalmente europei).

Inoltre, la grande distanza dalla Terra comporta una lunga durata della missione, quindi un incremento dei costi del segmento di terra. D’altra parte Nettuno ed il suo sistema hanno destato l’interesse della comunità scientifica: Nettuno presenta un’attività atmosferica elaborata ed è il prototipo di un gruppo di esopianeti, giganti gassosi con un nucleo roccioso ed uno strato di ghiaccio d’acqua sotto l’atmosfera; Tritone è geologicamente attivo ed è, secondo le teorie più accreditate, un Kuiper Belt object (KBO) catturato da Nettuno. Nettuno è stato raggiunto da una sola sonda spaziale, la Voyager 2, lanciata il 20 agosto 1977 da Cape Canaveral e giunta in prossimità del pianeta oltre dieci anni dopo, il 25 agosto 1989, dopo un viaggio di oltre 5 miliardi di km. Sono allo studio da parte della NASA due possibili missioni: un orbiter, il cui lancio non è previsto prima del 2040 ed una sonda che effettuerebbe un sorvolo ravvicinato (fly-by) del pianeta per proseguire verso due o tre oggetti della fascia di Kuiper, il cui lancio potrebbe avvenire nel 2019

 

  • Venus Express – Venere

La sonda Venus Express dell’ESA ha studiato dettagliatamente il pianeta dalla sua orbita polare, in cui si è inserita con successo l’11 aprile 2006. La missione principale, riguardante la mappatura, ha avuto una durata di due anni venusiani (circa 500 giorni terrestri) e si è conclusa il 19 settembre 2007, ma visto il successo la missione è stata prolungata fino al 31 dicembre 2012. I primi risultati della missione comprendono la scoperta di un enorme vortice polare doppio al polo sud di Venere. Il 20 maggio 2010 è stato lanciato con successo il Venus Climate Orbiter (ribattezzato Akatsuki) che ha però fallito l’ingresso in orbita attorno a Venere, previsto per il 7 dicembre 2010. Le condizioni della sonda hanno permesso un nuovo tentativo nel 2015 che è avvenuto con successo. La missione Messenger destinata allo studio di Mercurio, inoltre, ha eseguito due sorvoli ravvicinati di Venere rispettivamente nel 2006 e nel 2007. Essi sono serviti soprattutto per eseguire manovre di fionda gravitazionale, ma sono stati sfruttati anche per eseguire misurazioni scientifiche. Sono inoltre previsti futuri fly-by della missione Bepi Colombo.

 

  • Messanger – Mercurio

La navicella spaziale MESSENGER è la prima in assoluto a orbitare attorno al pianeta Mercurio, ei sette strumenti scientifici e le indagini sulle radioattività della sonda spaziale stanno distruggendo la storia e l’evoluzione del pianeta più interno del Sistema Solare. Visita il Why Mercury? sezione di questo sito per saperne di più sulle principali questioni scientifiche che la missione MESSENGER sta affrontando. Durante la missione primaria di un anno, MDIS ha acquisito oltre 75.000 immagini a supporto degli obiettivi scientifici di MESSENGER. Queste immagini provengono da MESSENGER, una missione NASA Discovery per condurre il primo studio orbitale del pianeta più interno, Mercurio. Per informazioni sull’uso delle immagini, consultare la politica di utilizzo delle immagini di MESSENGER . 

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  • New Horizons

New Horizons è una sonda spaziale sviluppata dalla NASA per l’esplorazione di Plutone e del suo satellite Caronte. Il lancio è avvenuto il 19 gennaio 2006 dalla base di Cape Canaveral e il sorvolo di Plutone ha avuto luogo il 14 luglio del 2015. Con una velocità di 58 536 km/h (circa 16,26 km/s), raggiunta allo spegnimento del terzo stadio, è l’oggetto artificiale che ha raggiunto la velocità maggiore nel lasciare la Terra. Ha raggiunto Plutone il 14 luglio 2015 alle 13:49:57 ora italiana. La missione prevede che la sonda continui il viaggio nella fascia di Kuiper per inviare dati sulla fascia alla Terra. L’obiettivo primario è studiare la geologia e la morfologia del pianeta nano Plutone e del suo satellite Caronte, creare una mappa della superficie dei due corpi celesti e analizzarne l’atmosfera. Altri obiettivi sono lo studio dell’atmosfera dei due corpi celesti al variare del tempo, l’analisi ad alta risoluzione di alcune zone di Plutone e Caronte, l’analisi della ionosfera e delle particelle cariche, la ricerca di atmosfera attorno a Caronte, lo studio dei quattro satelliti minori Stige, Notte, Cerbero e Idra, la ricerca di eventuali satelliti o anelli sconosciuti e possibilmente l’analisi di un ulteriore oggetto della fascia di Kuiper. La sonda contiene una parte delle ceneri di Clyde Tombaugh, l’astronomo che nel 1930 scoprì Plutone, un cd-rom con i nomi di 434 000 persone che si sono iscritte al progetto, due monete, due bandiere degli Stati Uniti e un francobollo del 1991 che recita: «Plutone: non ancora esplorato»

 

  • Juno

Juno è una missione della NASA che studierà il campo magnetico di Giove attraverso una sonda che manterrà una orbita polare. È stata lanciata il 5 agosto 2011 a bordo di un razzo Atlas V dalla Cape Canaveral Air Force Station, in Florida.[1] Il 5 luglio 2016 è arrivata a destinazione ed è previsto che concluda la sua missione nel febbraio 2018. Juno è stata sviluppata nell’ambito del Programma New Frontiers, che prevede la realizzazione di missioni spaziali altamente specializzate e a medio costo (non superiore a 700 milioni di dollari). Gli obiettivi principali sono: capire le proprietà strutturali e la dinamica generale del pianeta attraverso la misurazione della massa e delle dimensioni del nucleo, dei campi gravitazionale e magnetico; misurare la composizione dell’atmosfera gioviana (in particolare le quantità di gas condensabili come H2O, NH3, CH4 e H2S), il profilo termico, il profilo di velocità dei venti e l’opacità delle nubi a profondità maggiori di quelle raggiunte dalla sonda Galileo; investigare sulla struttura tridimensionale della magnetosfera dei poli. Si tratta della prima missione diretta su Giove a usare pannelli solari invece di generatori termoelettrici a radioisotopi. 

 

  • Curiosity

Curiosity è un rover progettato per esplorare il cratere Gale su Marte, come parte della NASA’s Mars Science Laboratory missione (MSL). Curiosity è stata lanciata da Cape Canaveral il 26 novembre 2011 alle 15:02 UTC a bordo della navicella MSL e atterrata su Aeolis Palus in Gale Crater su Marte il 6 agosto 2012 alle 05:17 UTC. Il sito di Bradbury Landing era a meno di 2,4 km dal centro dell’obiettivo touchdown del rover dopo un viaggio di 560 milioni di km. Gli obiettivi del rover includono un’indagine sul clima e la geologia marziana; valutazione del fatto che il campo selezionato all’interno del Gale Crater abbia mai offerto condizioni ambientali favorevoli alla vita microbica , compresa la ricerca del ruolo dell’acqua ; e studi di abitabilità planetaria in preparazione per l’esplorazione umana.  Nel dicembre 2012, la missione biennale di Curiosity è stata estesa a tempo indeterminato. Il 5 agosto 2017, la NASA ha celebrato il quinto anniversario dello sbarco dei vagabondi Curiosity e dei relativi risultati esplorativi sul pianeta Marte . Il design di Curiosity fungerà da base per il rover di Mars 2020 pianificato . A partire dal 5 giugno 2018, Curiosity è stata su Marte per 2073 sol (2129 giorni totali ) dallo sbarco il 6 agosto 2012.

 

  • Cassini Huygens

Cassini–Huygens è stata una missione robotica interplanetaria congiunta NASA/ESA/ASI, lanciata il 15 ottobre 1997 con il compito di studiare il sistema di Saturno, comprese le sue lune e i suoi anelli. La sonda si componeva di due elementi: l’orbiter Cassini della NASA e il lander Huygens dell’ESA. La sonda ha concluso la sua missione con il suo “gran finale” il 15 settembre 2017 dopo che, come programmato, è stata fatta rientrare nell’atmosfera di Saturno e così disintegrata. La sonda è andata distrutta circa alle 10:31 UTC e l’ultimo segnale è stato ricevuto alle 11:55 UTC. Cassini è stata la prima sonda ad essere entrata nell’orbita di Saturno, il 1º luglio 2004 (ore 04:12 GMT), e solo la quarta ad averlo visitato (prima della Cassini erano già passate la Pioneer 11 e le Voyager 1 e 2 . Il 25 dicembre 2004 la sonda Huygens si è separata dalla nave madre e si è diretta verso la principale luna di Saturno, Titano. Il 14 gennaio 2005 Huygens è scesa nell’atmosfera del satellite e durante la corsa ha raccolto dati sull’atmosfera, immagini della superficie, rumori dall’ambiente circostante. Ha toccato il suolo dopo una discesa di 2 h e 30 m ed ha poi continuato a trasmettere il suo segnale per altri 90 minuti. L’orbiter Cassini prende il nome dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini che, verso la fine del Seicento, ebbe un ruolo di primaria importanza nello studio di Saturno e dei suoi anelli. Il lander Huygens prende il nome dall’astronomo olandese del XVII secolo Christiaan Huygens che, utilizzando il proprio telescopio, scoprì Titano.

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